Dall'analogico al digitale,
ecco chi sono gli artigiani del futuro

DALL’ANALOGICO AL DIGITALE, ECCO CHI SONO GLI ARTIGIANI DEL FUTURO

Utilizzare vocaboli inglesi in una lingua bellissima com’è l’italiano è sempre deleterio. Ma la parola Maker ha una forza superiore rispetto a “qualcuno che fa, che costruisce”, riesce a rendere meglio l’idea di qualcuno che pensa, progetta, e si sporca le mani per creare qualcosa di proprio.

Il Maker però, a differenza dell’artigiano tradizionale, utilizza strumenti nuovi che derivano dalla trasformazione tecnologica esponenziale che abbiamo vissuto in questi anni.
Tutto quello che è elettronico, digitale si unisce alla manifattura tradizionale del legno e dei metalli, per creare dei prodotti.

Gli artigiani del futuro realizzano apparecchiature elettroniche, realizzazioni robotiche e utilizzano le stampanti 3D. Ma oltre alla progettazione e realizzazione il Maker è connesso, estende le proprie relazioni grazie alla rete.

La rete è uno degli strumenti più importanti del suo lavoro; da lì è partito il movimento dei Maker che ora è diventato addirittura un movimento culturale. L’open source e le libere licenze hanno reso l’accesso alla sperimentazione disponile a tutti quelli che avessero un’idea che risolvesse un problema.

I Maker oltre ad aver adottato per primi i nuovi strumenti digitali per la produzione, hanno fatto proprio il paradigma che è nato dopo l’avvento dei Social Network e degli smartphone, quello della condivisione e dello scambio di idee che ribalta completamente la concezione tradizionale dell’artigiano tradizionale, geloso delle sue idee.

La Maker Faire nasce come punto d’incontro non virtuale della comunità dei Maker, ma aperto a tutti quelli che curiosi o sognatori vogliano conoscere il futuro dell’artigianalità.
A Roma dal 16 al 18 ottobre passa a conoscere questo mondo, ti aspettiamo.

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