Il successo di EXPO
per l'artigianato alimentare Made in Italy

Il successo di EXPO per l’artigianato alimentare Made in Italy

A pochi giorni dalla chiusura dell’EXPO di Milano giungono al pubblico i numeri del successo di questa sfida vinta dall’Italia durante questi i sei mesi di esposizione universale.

Ci sono stati oltre 21 milioni di visitatori, questo il primo dato annunciato durante la cerimonia di chiusura da Giuseppe Sala, commissario unico per Expo Milano 2015.

Ma che cosa ha generato questo evento per l’artigianato alimentare italiano?

Tra le diverse iniziative lanciate durante i sei mesi da vari padiglioni, dal 9 al 15 ottobre hanno fatto mostra di sé a Expo 201527 eccellenze tipiche del buon cibo nazionale, dalla Lombardia alla Sicilia, scelte da Confartigianato per il Concorso Food Awards, ove ha parlato Luciano Fontana, Direttore del Corriere della Sera, “Questa iniziativa – ha detto – rappresenta una vetrina importantissima per le tante imprese di eccellenza e di qualità che ci sono nel Paese e che sono quelle che hanno saputo resistere alla crisi, hanno saputo cambiare conservando i propri lavori, hanno saputo proiettarsi sui mercati esteri”. Dal torronificio di Caltanissetta alla cantina vinicola di Fregona, dalla caffetteria biologica di Biella al biscottificio di Cuneo, ognuna di queste realtà selezionate ha avuto uno spazio espositivo all’interno dello spazio espositivo di Confartigianato ‘Convivio’, situato nel Cardo Nord Ovest di Padiglione Italia, per raccontarsi al pubblico di Expo.

L’Italia del buon cibo è quindi tutta in questi prodotti artigiani che sono un piacere per il palato ed una gioia per la vista, ma soprattutto espressione di  qualità, di tradizioneetica produttiva, ossia tutti quegli elementi del ‘valore artigiano’ come espressione di eccellenza e identità.

Cosa significa portare nel mondo l’eccellenza del cibo made in Italy? Una cifra per tutte, a testimoniare il valore di tutto questo: lo scorso anno le esportazioni di prodotti alimentari hanno toccato quota 28 miliardi e mezzo, con una crescita del 3,2% rispetto al 2013.

Oltre al successo di visitatori e di iniziative Expo è stato un efficace boost per la comunicazione di piccoli e medi imprenditori stimolati dalla vivacità odierna del settore food. Quella che sta facendo da stimolo per produttori, trasformatori, distributori, ma anche di start up, agenzie di comunicazione, marketing manager, social media manager di imprese che non sono solo i big del caffè, del cioccolato, della pasta, della grande distribuzione, ma i birrifici artigianali, le piadinerie, i pastifici, le piccole catene di ristorazione, i piccoli trasformatori di salse e passate e tutte le varie realtà alimentari locali.
Grazie ad Expo ora non si conosco soltanto i big player del mercato alimentare, ma sono emersi anche gli artigiani alimentari come principali portatori del made in Italy, questo grazie anche agli strumenti innovativi che le attività di comunicazione digitale propone e all’eco di risonanza che soltanto un evento mondiale è in grado di offrire.

Expo quindi per l’artigianato alimentare italiano, ovvero il segmento che compone il nocciolo duro della food economy italiana, è stata un’ottima occasione per comunicarsi. L‘eredità di EXPO, secondo Carlo Meo, AD di M&T Srl, è stato per le aziende artigiane «un tentativo, seppur positivo, di comunicare guardando ad una dimensione internazionale».

La parte di Expo con il segno più va quindi attribuita a quell’Italia che grazie ad Expo ha deciso per la prima volta di parlare al mondo, senza nemmeno poterne prevedere i risultati.
L’Expo è stata uno scalino su cui salire per guardare oltre il capannone, per farsi filmare e fotografare da stranieri inconsapevoli, ancora, dei frutti del nostro made in Italy.

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