Perché i nuovi laureati
vogliono fare gli artigiani?

Perché i nuovi laureati vogliono fare gli artigiani?

Alessandra, 33 anni e una laurea in biotecnologia, ha avviato con successo una bottega-laboratorio di cosmetici naturali; Antonella, 31 anni, una laurea in Design Industriale, gestisce un laboratorio moda in Campo dei Fiori a Roma; Federica, 38 anni, una laurea in Economia ed una smisurata passione per la pasticceria che l’ha portata ad aprire un proprio negozio. Sono solo alcune delle storie di giovani che dopo la laurea hanno scelto con successo il lavoro artigiano. Con successo appunto, perché le conoscenze teoriche acquisite durante gli studi offrono a questi ragazzi talentuosi una maggiore destrezza nella gestione della propria attività.

Abbiamo parlato di questo fenomeno con Elisa di Battista che con passione raccoglie queste storie nel suo blog Laureati Artigiani, ecco cosa ci ha raccontato.

  • Ciao Elisa, raccontaci qualcosa sul tuo blog, quali sviluppi prevedi nei prossimi anni?

LaureatiArtigiani.it nasce con l’obiettivo di raccontare storie di giovani che, dopo la laurea, scelgono il mestiere artigiano. Aprono una bottega ex novo o innovano quella di famiglia, cercando modi e soluzioni innovative per una professione antica. Nel blog si dà voce a giovani che si inventano un mestiere, che decidono di affiancare la teoria alla pratica, e dimostrando anche il valore aggiunto che deriva da un percorso accademico e che può essere speso in un’attività artigiana.

  • Come pensi possa essere il futuro degli artigiani in Italia?

Né i giovani artigiani né quelli che hanno alle spalle una vita in bottega oggi possono prescindere dalle nuove tecnologie, da un approccio imprenditoriale, da strumenti che consentano loro di sfruttare il web quale vetrina sul mondo per poter raggiungere un pubblico potenzialmente globale. Riuscire anche a guardare oltreoceano può essere un elemento in più per captare  trend e carpire nuove mode, strumenti e anche esigenze che nel Vecchio Continente arriveranno solo successivamente, e non farsi così cogliere impreparati.

  • Il movimento dei maker e le nuove filosofie economiche stanno rivoluzionando mentalità e processi di produzione. Pensi che queste filosofie possano convivere con le tradizioni artigianali?

Assolutamente sì. Il tradizionale “saper fare“, affiancato a un indispensabile “far sapere“, oggi più che mai può e spesso deve convivere con la capacità di sfruttare nuove tecnologie, macchine a controllo numerico, stampanti 3D per una produzione che vada oltre quella classica. Conta la volontà di saper sperimentare e di mettersi alla prova, di trovare nuove soluzioni per svolgere mestieri che affondano le radici nella storia.

Elisa con il suo blog ha unito il suo interesse per il mondo artigiano e la comunicazione, ha voluto raccontare storie di altri giovani che hanno intrapreso questo percorso artigiano dopo aver chiuso un periodo formativo come quello universitario e si sono rimessi in gioco con i mestieri di un tempo arricchendoli del know how dell’era digitale. Un caso di successo per dar valore alla tradizione artigiana del nostro Paese.

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