Un riconoscimento al lavoro
tradizionale della terra in Sicilia

Un riconoscimento al lavoro tradizionale della terra in Sicilia

In Maker Faire non si vedono soltanto droni, stampanti 3D e robot con intelligenza artificiale, c’è anche spazio per la rivalutazione del settore primario, quello dell’agricoltura.
Quella che vi raccontiamo oggi è la storia di Alberto, tecnico forestale siciliano, che da un progetto indetto dal suo Comune ha creato un presidio riconosciuto da Slow Food.

  • Come è nata la vostra idea?

È nata un po’ per caso, da un progetto indetto dal Comune per operatore agricolo a titolo gratuito, per stimolare i giovani alla riscoperta dell’agricoltura. Il nostro Comune infatti è sito nel Parco delle Madonie in Sicilia, e gode di una posizione particolarmente favorevole per la coltivazione grazie anche ai 700 litri di acqua al secondo erogati dalla nostra sorgente.
Al corso si erano presentati 50 ragazzi ma solo in 5 abbiamo completato il percorso. Ci siamo detti come mai non c’è nessuno che vuole lavorare la terra? Io sono un tecnico forestale e per me da sempre terra è sinonimo di lavoro.
Ci siamo quindi lanciati a capofitto in questa nuova avventura e in pochi mesi i nostri sforzi sono stati ricompensati con il Presidio Slow Food dell’albicocca di Scillato come espressione di un’eccellenza di un prodotto locale che sta scomparendo da tutelare e salvaguardare.
Siamo qui a Maker Faire grazie a Slow Food che ha dato la possibilità di presenziare qui a Roma ad alcuni presidi italiani per esporre i propri prodotti.

  • Quanto conta l’innovazione nel vostro lavoro?

In realtà nel nostro lavoro è ancora precoce parlare di innovazione. Lavoriamo mantenendo la tradizione, l’unica novità che ci stiamo concedendo è quella di studiare un impianto irriguo.

  • Questo accade per scelta o per necessità?

In realtà per scelta, certo le nostre piccole dimensioni non ci permettono grossi investimenti, ma siamo orgogliosi del nostro territorio e del modo in cui lavoriamo. Stiamo pensando per il futuro di ospitare del turismo aziendale per far capire anche a chi non appartiene al nostro territorio cosa significa avere una produzione al 100% genuina. Vogliamo essere conosciuti soprattutto per la grande qualità del nostro prodotto, una qualità che proviene da una lavorazione lenta e completamente naturale.

  • Come raccontate il vostro progetto?

Comunichiamo attraverso una pagina Facebook dove raccontiamo la nostra storia e i nostri prodotti e le qualità che proponiamo al consumatore, un po’ a rallentatore perché dedichiamo molto tempo all’attività manuale.

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