DIARIO degli ARTIGIANI:
Lidia, Lefrac

Lidia ci racconta un altro passo nel percorso di Botteghe Digitali.
Primo aggiornamento dopo il sano shock iniziale… il progetto Botteghe Digitali comincia a entrare in circolo e già noto alcuni effetti.
In casa Lefrac abbiamo ormai un ospite stabile.
Un ospite non invadente, per carità… in fondo avrebbe mille altri posti in cui stare e se rimane da te è perché sa che tu lo vuoi.
Eppure è un ospite scomodo, impegnativo.
Si tratta della parola “prospettiva”.
Ce l’ha presentata Stefano Schiavo, il nostro consulente organizzativo, con cui dopo aver analizzato e schematizzato il presente ci siamo necessariamente trovati a ragionare su scenari futuri. Scenari anch’essi fatti di numeri, di premesse e di conseguenze.
In quegli scenari ci sono poche risposte a domande forse banali, a vederle così. E invece sono le domande che non puoi non porti, le risposte che non puoi non darti, se vuoi che la tua impresa abbia un futuro e con essa le tue aspirazioni.
Quanto vendere, come, a chi, a che prezzo.
Come produrre, in quanto tempo, con quali costi.
Cosa mantenere, cosa modificare.
Il tutto in “prospettiva”.
Ed eccola, la parola che ti tiene sospesa tra il respiro del quotidiano e l’aspirazione futura.
Impegnativa, perché se vuoi guardarla in faccia senza sentirti inadeguata devi essere pronta… e allora, dopo aver definito con Stefano gli scenari del futuro più immediato via al confronto con Fausto Salvador, il consulente fiscale che con grande pazienza riesce a ragionare sulle conseguenze di premesse che non si sono ancora realizzate e che ci supporta anche nella ricerca di strumenti che agevolino il passaggio da “as is” a “to be”.
E ancora, via al lavoro con Rossana Omietti, la nostra web specialist, per costruire un’immagine (un sito) di Lefrac adeguata alle sue potenzialità, che consenta la creazione di un vero e proprio brand e trasmetta i suoi valori fondamentali al pubblico.
Nel frattempo l’attività procede regolarmente nell’attesa (non certo passiva) che le premesse si realizzino, che le conseguenze si determinino, che le domande abbiano la giusta risposta.
Per certi versi vivo un clima di “sospensione”, e intanto penso. Continuamente.
Già, perché oltre alle domande fondamentali condivise con Stefano Schiavo ce ne sono altre, ancora più strettamente collegate alla mia natura di artigiana:
come trasmettere, anche con le parole, tutto il valore delle mie creazioni e la loro “unicità”? Come renderle ancora più uniche?
E soprattutto… come conoscere meglio le caratteristiche, i gusti, le emozioni, della mia potenziale clientela?
La strada è ancora lunga e altre tappe seguiranno, ma intanto, scrivo alcuni post-it da attaccare sulla mia personale bacheca, come promemoria:
  • ricordati che tu sei Lidia e Lefrac è Lefrac.
  • se vuoi conoscere il tuo cliente conosci meglio te stessa. Studiati.
  • tieni duro.

Alla prossima!

Condividi

Botteghe Digitali