DIARIO DEGLI ARTIGIANI:
Lidia, Lefrac

I giorni passano e il tempo vola, si dice.

Questo succede anche quando si affronta la trasformazione della propria impresa. In questo periodo, quindi, mi sto concentrando su ciò che è davvero importante per il futuro di Lefrac, ottimizzando il tempo e le energie a disposizione.

Dopo l’ultimo incontro con lo staff di Botteghe Digitali, e in particolare con Maximiliano Modesti, la strada appare piuttosto chiara:

prima di ogni altra cosa occorre pensare alle fondamenta, le basi su sarà più semplice costruire tutto il resto.

Mi sto quindi occupando di due aspetti decisivi: il primo è la creazione della cosiddetta “Bibbia del Marchio”, il secondo è la scelta del laboratorio che si occuperà della realizzazione dei modelli della mia collezione.

La “Bibbia del Marchio” è, in altre parole, l’anima del brand, la sua identità.
La sua stesura segue un iter a tratti divertente, a tratti piuttosto complesso. Anche in questo caso sono necessarie molte scelte e una certa capacità di autoanalisi, ma decisiva è la consapevolezza che in futuro questa identità andrà ricordata, protetta, sviluppata.

L’importanza della scelta di un laboratorio è invece molto più evidente e gli effetti molto più immediati. Trovare delle mani che sappiano lavorare come le proprie, nel pieno rispetto del proprio stile e delle proprie “ossessioni”, richiede molto tempo e anche una certa intransigenza: nulla deve essere lasciato al caso.

Il tempo sembra mancare, le scelte sembrano non finire mai e in sottofondo c’è un mix di aspettativa e disorientamento.

Insomma, è in atto una trasformazione… e allora in questo caso lo dico a me stessa: stay woolish!

Condividi

Botteghe Digitali