DIARIO DEGLI ARTIGIANI:
Raffaele, Occhialeria Artigiana

Tempo di vacanza, mare , viaggi, montagna…………. quest’anno solo un sogno. Occhialeria Artigiana chiude pochi giorni a cavallo di ferragosto. Non è un problema né un sacrificio, siamo tutti eccitati dall’idea della nuova collezione, dei nuovi progetti, dei nuovi clienti.

Il laboratorio si appresta a subire la seconda trasformazione nel corso di un anno, si trasferiscono i buratti in un altro spazio e creiamo uno spazio autonomo ed asettico per la finitura. Ma l’evoluzione non si ferma qui, la settimana scorsa, grazie al progetto Botteghe Digitali, di Banca IFIS è venuto giù Fabio D’Agnano insieme con Damiano Frison è iniziata la fase di implementazione della progettazione. Come amiamo dire gli occhiali si pensano con la testa, si disegnano con la matita, si progettano con i computer e si “fanno” con le mani.

Un occhiale è la sintesi della fantasia di chi lo pensa, della tecnica del progettista ed infine della capacità manuale di chi lo realizza.

In Occhialeria Artigiana tutte queste persone lavorano insieme e come dice Stefano Micelli è proprio questo che rende possibile realizzare un prodotto perfetto. Ad Occhialeria Artigiana la progettazione non è mai stato un problema, semplicemente non esisteva. Da fine anno scorso abbiamo una giovane  ragazza di Potenza che ha iniziato prima a collaborare con noi come free lance, da settembre in poi lavorerà come dipendente. Prima di lei nessun problema, ora che invece c’è, ogni piccolo difetto del prodotto diventa immediatamente evidente.

Per noi il prodotto artigianale è un prodotto che non è replicabile, ogni montatura dello stesso modello non è una uguale all’altra, ma devono essere tutte perfette.

La progettazione esalta la precisione del prodotto e la qualità dell’artigiano che ci lavora.
Fabio e Damiano ci stanno aiutando ad implementare la progettazione e ad utilizzare una vecchia macchina risalente alla fine degli anni 80 che ci consentirebbe, o meglio che ci sta già consentendo di fare dei manufatti perfetti, in gergo si dice che è stato fatto il “retrofit”. Sostanzialmente una vecchia macchina su cui era possibile progettare solo in 2d ora con un sistema di “traduzione” si progetta in 3d. Grande passo in avanti!!!!!!!

Avremo la possibilità di vedere prima di andare in produzione, il modello o meglio il suo rendering, ma soprattutto quali sono le “frese” che dobbiamo utilizzare per avere il prodotto che vogliamo. Potrebbe sembrare un lavoro fatto per ridurre i tempi, no la riduzione del tempo è una conseguenza, invece ciò che è importante è che abbiamo la possibilità di simulare il lavoro che fa l’attrezzo e capire quale sarà l’effetto sulla nostra montatura.

Insomma grazie a Botteghe Digitali due grandi risultati: il primo vediamo il rendering del modello mentre prima vedevamo direttamente il prototipo; secondo il prodotto è molto più preciso.

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Botteghe Digitali