Intervista a Stefano Schiavo

Per capire meglio l’evoluzione e i progressi della digitalizzazione dei nostri artigiani e delle PMI italiane inauguriamo un ciclo di interviste ai nostri coach; gli esperti che guidano ogni giorno i protagonisti del progetto nel loro percorso di innovazione.

Stefano Schiavo è fondatore e partner di Sharazad, società di consulenza in ambito marketing strategico e organizzazione aziendale. Ha sviluppato in questi anni una professionalità anomala che esprime il suo approccio eclettico al business. Dopo un percorso classico di ingegneria gestionale, MBA e management in azienda, ha incrociato i temi del Lean e del Design Thinking comprendendo che gli approcci strutturati allo sviluppo aziendale devono saper dialogare con paradigmi più creativi e meno sotto controllo.

2. Secondo te quanta innovazione c’è in Italia?
Le startup del digitale, i nuovi artigiani, ma anche gli artisti e molti designer possono divenire un valore importante per la nostra economia se sapranno dialogare in modo nuovo con i nostri imprenditori. Ci sono diversi piani in cui si esprime l’innovazione. Se ci riferiamo a quella digitale non siamo probabilmente all’avanguardia e rischiamo di trovarci in difficoltà nella competizione globale. Se però leggiamo la capacità di interpretare il mercato, di reagire in maniera rapida e focalizzata alle nuove esigenze emergenti, di “leggere” in maniera diversa il contesto che ci circonda, di personalizzare le soluzioni e di sorprendere il cliente l’Italia è il centro di un’innovazione mondiale. Solo che si esprime in forme non sempre semplici da leggere: in una nuova collezione di camicie sartoriali, in un tappezziere che interpreta attraverso cultura e qualità gli spazi di arredo, in una gioielliera che legge complessi fenomeni sociologici trasformandoli in piccoli oggetti che racchiudono interi mondi. La cultura è il fondamento della nostra capacità di innovare, sia quando sviluppiamo macchinari industriali, sia quando progettiamo un nuovo divano o un abito di alta moda.

3. Quali sono i benefici che l’innovazione può portare all’interno di un’azienda?
L’innovazione può portare molti benefici in termini di efficienza dei processi, di sostenibilità finanziaria del business, di fattibilità di prodotti e servizi richiesti dal mercato. Ma questo funziona a patto che si consideri la tecnologia come un amplificatore che accelera la nostra capacità di portare valore al mercato. Il centro è la comprensione del cliente, delle sue aspettative e alla fine la costruzione di una proposta di valore che risponde alle sue esigenze. L’efficienza e la tecnologia ci aiuteranno poi a moltiplicare quel valore e a far scalare il nostro business. Anche in questo caso l’innovazione porta benefici se è legata a un processo culturale profondo.

4. Qual è l’atteggiamento che le imprese assumono nei confronti dell’innovazione? Quali difficoltà hai riscontrato?
Spesso le aziende si concentrano sui propri asset, su ciò che costituisce la loro essenza: i prodotti, le persone, i software e la tecnologia. Sono soluzioni fantastiche per il mercato, ma sono soluzioni per un problema non chiaro. L’atteggiamento focalizzato su se stessi porta a non comprendere i cambiamenti all’esterno. “Get out of the building”, incontriamo i nostri potenziali clienti e mettiamoci ad ascoltarli. Non cerchiamo di convincerli, di vender loro la nostra soluzione. Perderemmo molte occasioni di comprendere e apprendere quale sia la priorità vera. Purtroppo molte delle nostre aziende hanno delle capacità tecniche incredibili ed è difficile far fare questo passaggio verso l’ascolto del mercato perché sono affette da una sorta di Sindrome di Pigmalione che le fa innamorare della propria opera senza pensare a chi sia destinata.

5. Cosa hai e stai imparando dai progetti che ti sono stati affidati a Botteghe Digitali?
Botteghe Digitali è un’occasione straordinaria per incontrare artigiani e professionisti con storie e idee che meritano di emergere. Sto imparando che esiste spazio per dare un futuro a queste persone che rischiano di perdersi in un’impostazione troppo autoreferenziale. Il business oggi si fa mettendosi in rete, collaborando con quelli che una volta sarebbero stati percepiti come concorrenti e oggi invece possono essere intesi come una parte di un progetto più grande che sa affrontare un mercato complesso. Le idee dell’Open Innovation, della collaborazione e della rete sono ormai caratteristiche di ogni scala del business e sono anche il miglior strumento che Botteghe Digitali ha per far crescere i nostri artigiani digitali.

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