Il connubio fra tradizione artigianale e digitale
per il rilancio della cultura artigianale italiana

Il connubio fra tradizione artigianale e digitale per il rilancio della cultura artigianale italiana

Figli d’arte e d’artigianato: quando la passione e i mestieri si trasmettono di generazione in generazione. Un dialogo interessante tra l’esperienza dei padri e le competenze tecnologiche dei figli. Ecco la storia di Davide che da qualche anno oramai ha preso le redini dell’azienda di famiglia assieme al padre.

Ecco cosa ci ha raccontato Davide.

Seguo con mio padre Mario il laboratorio di famiglia che ci vede impegnati nello studio, nel disegno e nella produzione di mobili d’arte e mobili artistici. Oltre alle diverse fasi produttive del mobile, seguo personalmente l’intarsio e tutto l’aspetto relazionale con la clientela, italiana ed estera.

Uno dei progetti che ho intenzione di concretizzare nel medio periodo è quello di digitalizzare tutti i nostri disegni  d’intarsio, d’intaglio e dei mobili (realizzati e non) per creare un vero e proprio archivio da lasciare alle generazioni future e per far si che queste conoscano il valore di questo antico mestiere che ora sta rischiando di scomparire.

Mi ritengo un artigiano “old school” ma con una forte predisposizione al digitale; ritengo sia importante e necessario proseguire l’alta tradizione manifatturiera di famiglia ma ancor più doveroso ritengo sia interagire con il mondo digitale, comunicando questo concetto al meglio per divulgare la Cultura Artigiana italiana e per raggiungere quei mercati che in maniera tradizionale sarebbe molto difficile ma soprattutto onerosi da raggiungere.

Negli ultimi due anni seguo e partecipo costantemente all’attività del Gruppo Giovani Artigiani di Bergamo all’interno di Confartigianato Bergamo, riprendendo le parole del ns. Presidente Diego ArmelliniIl gruppo giovani imprenditori di Confartigianato Bergamo sta concretamente trasformando il paradigma della rappresentanza d’impresa in impresa di rappresentanza dove emerge veramente l’esempio di impresa collettiva del futuro dove “Il fare” diventa più importante del “pensare di essere”.

La Maker Faire è stata un’intensa giornata nel pieno del fermento “makers” giovanile italiano dove ho conosciuto e apprezzato diverse realtà che riscoprono grazie al digitale, il lavoro artigiano, la cultura del fare anche con un impegno concreto rivolto all’etica o al sociale.

Personalmente ho ricevuto molti stimoli positivi durante la Maker Faire ma credo soprattutto che il mondo Artigiano sia nel pieno della sua evoluzione, posso affermare con certezza che ora è il mondo che entra in bottega, stiamo vivendo il futuro e son sicuro che il saper fare unito ad innovazione e digitale contribuiranno a consolidare la cultura artigiana italiana.

La visione di Davide è molto interessante e quello che sta realizzando ci mostra come all’interno di una tradizione famigliare il vecchio e il nuovo non devono scontrarsi ma unire le forze per non scomparire e allargare i propri orizzonti.

Image credit: Mario Aresi Mobili in Stile

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