Il marketplace di esperienze
con gli artigiani italiani

Il marketplace di esperienze con gli artigiani italiani

Una “full immersion” nella quotidianità dell’artista vetraio per scoprire i segreti della lavorazione in un laboratorio a Venezia, conoscere le tecniche della lavorazione della ceramica perugina e ricevere a casa i propri manufatti, sperimentare un’antica tecnica manuale divertendosi e creando un manufatto moderno a Verona. Questi sono alcuni esempi di realtà artigiane che si raccontano e mettono a disposizione del pubblico i loro laboratori per fargli provare in prima persona il valore del lavoro artigiano.

Abbiamo intervistato Eleonora che ha dato vita ad Italian Stories, ecco cosa ci ha raccontato.

  • Presentaci Italian Stories e quelli che prevedi possano essere gli sviluppi futuri

Italian stories è il marketplace di esperienze con gli artigiani italiani, ci rivolgiamo a italiani e turisti che sono interessati a vivere l’esperienza artigiana che è radicata nella nostra cultura. Vogliamo promuovere l’idea che si possa conoscere meglio il nostro paese attraverso workshop e/o visite con gli artigiani nei loro laboratori, condividendo esperienza e competenze.

Italian Stories è nato un anno e mezzo fa come progetto di comunicazione on line, abbiamo cominciato strutturando una community di appassionati tramite i canali social, creando un legame tra il mondo artigiano e il turismo, due degli asset più importanti del nostro Paese.

Crediamo che vivere in prima persona l’esperienza del lavoro manuale,  provando cosa vuol dire realizzare qualcosa con le proprie mani, conoscendo a fondo i particolari dei gesti e delle sensazioni che trasmettono, mettersi alla prova testando le proprie capacità creative, sia un modo nuovo e affascinante di visitare il nostro paese.

Con Italian Stories vogliamo dare agli artigiani la possibilità di presentare la loro offerta, ma anche effettuare un’azione di promozione più approfondita sul territorio; attraverso lo storytelling visivo e narrativo sul web, e poi tramite lo “storyliving” direttamente nei laboratori, vogliamo far prendere coscienza delle realtà culturali, ambientali e produttive in cui hanno luogo i workshop o le visite.

  • Quale pensi possa essere il futuro delle realtà artigiane in Italia?

Sicuramente la realtà artigiana in Italia è molto diversificata, e dal punto di vista turistico, riuscire a mettere in rete le realtà produttive tra loro, per poi correlarle con altri interlocutori del territorio, penso ad esempio ai musei pubblici e privati di artigianato, alle strade, alle scuole, sia necessario per far conoscere la nostra manifattura in modo efficace e approfondito, e potrebbe avere l’effetto di amplificare l’attrattività del settore e la sensibilità nei loro confronti. Non solo dal punto di vista della fruizione turistica, ma da con una concezione più ampia, questo tipo di pratiche sono già state testate in modo efficace in altri paesi, ad esempio dove esiste l’istituzione del Craft Council, che ha il compito di tessere reti che intercettino strumenti innovativi e realtà tradizionali, attivando nuovi modelli operativi, economici e culturali.

  • Come pensi possano convivere con la tradizione artigiana italiana il mondo maker ed economia globale? 

C’è una parte del mondo artigiano, che come ricordo ha molte sfaccettature, in cui l’incontro con i maker può dar vita fenomeni interessanti. Sono un ambito e una relazione però ancora tutti da testare, stiamo parlando di un fenomeno, quello dei maker, che ancora non ha assunto una forma definita, è ampio e in evoluzione. Dire come questo possa intersecarsi con un mondo, parlo in questo momento dell’artigianato artistico che è quello che conosco meglio, che ha radici millenarie e una cultura del fare ricchissima e potentissima, è una sfida che lascio a chi se la sente di dare un’opinione, io al momento sto a guardare e cerco di capire osservando, cosa che mi sembra cosa più saggia.

Se parliamo di innovazione toutcourt invece, dal mio punto di vista sicuramente oggi ci sono degli strumenti a portata di tutti, che possono dare ottimi risultati e una spinta al lavoro artigiano, se usati nel modo giusto. Certo la consapevolezza degli strumenti è indispensabile, come per un martello, se lo sai usare ci fai cose belle, se non sei capace rischi di farti male.

Eleonora con il suo team ha voluto fare un altro passo oltre lo storytelling del lavoro artigiano, tanto importante per conoscere le realtà artigiane ma che ne fa solo apprezzare la storicità. Hanno voluto passare allo storyliving della manifattura, quindi far provare in prima persona l’esperienza del lavoro artigiano.

Artigiani e turisti che lavorano insieme ai prodotti nei loro laboratori, un nuovo modo di  vivere il valore dell’artigianato.

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