Condividere nel mondo
digitale una passione analogica

Condividere nel mondo digitale una passione analogica

La settimana scorsa abbiamo parlato del presidio Slow Food di Scillato in Sicilia come riconoscimento del lavoro tradizionale della terra e dei suoi frutti (leggi qui l’intervista), parliamo invece ora di un’altra tradizione alimentare, un progetto che vuole coniugare l’esperienza analogica e la cura per il nostro pianeta alla condivisione digitale dei processi produttivi.

Ecco cosa ci ha raccontato Alessio Franzoso del Birrificio Baladin alla scorsa Maker Faire Rome dove era presente con il progetto della “birra open source”.

  • Raccontaci il tuo progetto, come è nato e come evolverà.

Il progetto della Birra Open è nato dall’idea di portare nel mondo analogico un’idea digitale come l’open source. Nel mondo della birra è ancora più strano; volevamo fare una birra condivisibile ma che soprattutto fosse a dimensione di tutti. Noi siamo produttori di birra ma ci sono molti produttori di birra home made. Nel 2008 abbiamo condiviso online la ricetta di una birra che casualmente si chiamava Open! Oggi produciamo 35-40 tipi di birra, ma il progetto open ha tre varianti: open white, open gold e open amber.
Da quella birra open source condivisa sul nostro sito, proporzionata per chi volesse farsela in casa, è partita una forte condivisione e son state create delle collaborazioni con produttori locali, per nuove ricette e anche per dar loro una maggiore visibilità. La nostra idea è di far esplodere il mondo della birra digitale, soprattutto perchè si può comunicare in maniera immediata e dar visibilità ad un settore che è sempre rimasto in un angolo dato che in Italia c’è una cultura principalmente vitivinicola.
Dobbiamo comunque essere noi a utilizzare la tecnologia per prenderci cura del nostro pianeta, attraverso un ritorno alle coltivazioni.
La nostra azienda è rivolta a un duplice pubblico, uno più gourmet per la ristorazione e, con il progetto open, i ragazzi per farli approcciare in modo comprensibile il mondo della birra.

  • Come lavorate in termini di comunicazione?

Nel nostro sito baladin.it raccontiamo il progetto Open Baladin, che presto avrà il suo minisito dedicato. Al suo interno ci sarà una community dove potranno essere create nuove ricette per le birre open. Inoltre abbiamo una pagina Facebook che gestiamo grazie anche a dei giovani che ci aiutano a condividere la nostra passione.

  • Siete soddisfatti da questa esperienza alla Maker Faire?

Noi eravamo presenti anche l’anno scorso, quest’anno è ancora più interessante e siamo spiazzati dall’attenzione della gente per il nostro settore e abbiamo osservato che quando ci fanno le domande si sono capovolte le parti, prima ci chiedevano di assaggiare i nostri prodotti e poi scoprire le ricette, ora invece ci chiedono prima i dettagli di produzione. Questo ci dimostra l’interesse crescente per la cultura dei metodi produttivi del birrificio.

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