SWIMFIT:
sport e tecnologia per migliorarsi sempre

Swimfit non è un semplice costume ma un costume sensorizzato, che permette di misurare le performance di un nuotatore sia professionista che amatoriale. L’idea nasce al Sensibilab del Politecnico di Milano, famoso per i suoi progetti che coniugano biomedica a sport e altri settori.

Swimfit include sensori tessili per misurare frequenza cardiaca e respiratoria durante il nuoto e sensori di movimento come accellerometro e giroscopio, strumenti classici, ma adeguati all’uso in acqua in grado di registrare tutti i movimenti all’interno della piscina sia per conteggio vasche che per altri parametri utili per migliorare lo stile del nuoto.

Come nasce il vostro progetto?

Dall’esigenza di coniugare design e algoritmi creando un prodotto efficace ed efficiente. Il progetto nasce dall’unione di due tesi, una di design basata su interviste fatte ad allenatori, nuotatori professionisti e non sulle problematiche derivate dall’utilizzo dei dispositivi di monitoraggio mentre si nuota, l’altra di bioingegneria per sviluppare gli algoritmi che estrapolano ed elaborano i dati raccolti. Spesso infatti i cardiofrequenzimetri o simili per il nuoto sono posizionati nel corpo dell’atleta in punti dove fanno attrito o dove non sono ‘stabili’ e i dati raccolti risultano perciò incompleti e poco utilizzabili. Partendo da queste basi abbiamo sviluppato un prodotto che si adattasse alle esigenze raccolte, riducendo al minimo le dimensioni del dispositivo di raccolta dati e posizionandolo sulla schiena, dove abbiamo riscontrato non esserci problematiche di movimento.

Quanto conta l’innovazione nel vostro lavoro?

È stata fondamentale, partendo da Arduino Micro (dato dall’esigenza di dimensioni ridotte) è stato sviluppato un sistema in grado di registrare su una scheda micro SD i segnali relativi all’atto natatorio. I dati vengono poi trasmessi a qualsiasi tipo di dispositivo ed elaborati tramite una app in via di sviluppo che ne estrapolerà dati tecnici per gli allenatori e dati più ‘visivi’ (statistiche e diagrammi) per l’amatore. Arriviamo a misurare diversi tipi di performance:

  • Numero vasche
  • Numero bracciate per vasca divise anche tra braccio destro e sinistro
  • Sbilanciamento nel movimento tra braccio destro e sinistro
  • L’angolo di crawl cioè quanto il nuotatore si piega per respirare (ad esempio gli amatori perdono energia alzando braccia e testa)

Come comunicate il vostro progetto?

Non abbiamo ancora avviato una pianificazione promozionale perché siamo alla ricerca di investitori che possano trasformare il nostro progetto in una app simile a runastic. Siamo nella fase prima della start up in quanto l’idea è stata sviluppata ed ora deve essere attuata.

Che soddisfazioni avete raccolto da questa Maker Faire?

Maker Faire è stata importantissima dal punto di vista della comunicazione: ci ha permesso di presentare Swimfit e di avere visibilità attraverso le interviste che sono state riprese anche su giornali nazionali come Panorama.

Un progetto che mira a crescere e migliorarsi attraverso la ricerca e la spinta digitale verso la diffusione di massa.

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