DIARIO DEGLI ARTIGIANI:
Raffaele, Occhialeria Artigiana

Domenica 22 mattina ore 8,30 appuntamento in albergo per andare in fabbrica. Con Fabio ci eravamo sentiti nei giorni precedenti ed avevamo concordato che non era necessaria la presenza di nessuno dei nostri collaboratori, meno male, chiedere il sacrificio di venire anche la domenica a chi non si risparmia durante tutta la settimana è davvero dura, anche se mi è capitato di trovarne un paio di loro a lavorare, senza che neanche mi avessero detto niente.
Arriviamo in fabbrica li accompagno nel locale BMP e li lascio lì che se lo guardano, me ne vado nel mio ufficio a lavorare. Ogni tanto scendo giù per vedere se hanno bisogno di qualcosa ed ogni volta li trovo ad uno step diverso: hanno acceso la macchina; hanno collegato un computer; hanno collegato degli strani attrezzi che hanno portato in una valigia (mi spiegano che si tratta dell’elettronica); collegano dei motorini; trovo la macchina completamente aperta, direi sventrata.
All’inizio sono molto felice poi man mano che si succedono queste visite, prima inizio ad essere come il padre in ansia nella sala d’aspetto alla fine mi sento come uno che sta fuori la sala chirurgia d’urgenza in attesa del responso. Nasce? Si salva? la differenza non è banale: inizio di una storia la prima; fine di una storia l’altra. Fragili come siamo in questo momento se il BMP non riparte la mattina dopo siamo alla fine!!!!!! A pranzo me li porto a casa, mia moglie cucina bene e mangiamo non tantissimo, ma abbastanza da far venire sonno. La preoccupazione aumenta, saranno in grado di far ripartire la macchina? Il pomeriggio evito di scendere giù, preferisco la notizia finale allo stillicidio!!!!
Alle 20,30 decidono che sono stanchi e mi chiamano per andare via. Penso che la mia faccia parlasse da sola, appena sono sceso mi hanno fatto vedere la macchina esattamente come l’avevo vista la mattina (più pulita ed in ordine) e me l’hanno fatta vedere funzionante. Ad onor del vero non è che mi fidassi tanto, infatti lunedì mattina appena arrivato in fabbrica sono stato con il mio collaboratore che opera vicino alla macchina per vedere se funzionava: funzionava meno male.
Il lunedì Fabio e Damiano sono stati molto insieme con i miei collaboratori, io ho partecipato poco. Ho raccolto però i commenti: gli anziani (2) scettici; i giovani (4) entusiasti e pieni di aspettative, anche vogliosi di partecipare alle operazioni si sono dati disponibili per le prossime domeniche in cui verranno Fabio e Damiano. Direi tutto molto positivo.

Però la sfida inizia ora e mi coinvolge direttamente, la sfida fra chi sostiene che tutte le cose ragionevoli si possono fare e chi sostiene che è “impossibile”. Riuscire nell’operazione non è solo un fatto economico/tecnologico, ma la sfida fra si può e non si può e fra giovani (fra cui mi ci metto io) che credono nelle nuove tecnologie ed “anziani” abituati al “ho sempre fatto così”.

Insomma positivo, divertente, sfidante!!

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