Il Lean Canvas e l’Unfair Advantage

Tra i tanti Canvas che si sono diffusi negli ultimi anni, il Lean Canvas presenta delle forti differenze con il più celebre Business Model Canvas.
Mi piace evidenziarne una in particolare perché in essa si nasconde una visione particolare del modello strategico Lean.
Parlo dell’Unfair Advantage, del “vantaggio scorretto” che, ultimo elemento del Canvas, definisce quel fattore che fa la differenza e che non è definibile nell’impostazione progettuale.
In altre parole esiste qualcosa, in ogni azienda che ha successo, che viene riconosciuto dal mercato e non faceva necessariamente parte del modello strutturato.
Una particolare gentilezza del customer care, un livello di servizio superiore a tutti i competitor, un design che attira un particolare pubblico, elementi che possono essere sì pensati ma che vengono riconosciuti apertamente come elemento differenziante dal mercato.
Al di là del merito specifico, mi piace sottolineare come la definizione di un modello strategico non sia da considerarsi chiusa e nelle mani dell’impresa.
Esistono elementi di ambiguità, di incertezza, virtuosi e che lasciano la strada aperta a nuove idee.
Nel Design Thinking esiste una regola, detta ambiguity rule, che appunto suggerisce di tenere sempre aperta ogni iniziativa a un certo grado di ambiguità capace di rilevare e far emergere qualche nuovo elemento da inserire nel nostro piano.
Sapere di non sapere già tutto è una condizione necessaria per trovare la strada giusta anche tradendo le nostre idee iniziali.

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