Il falegname dei designer

Il falegname dei designer
Il falegname dei designer

Racconto del territorio, manifattura 4.0, costruzione di un brand, amore per il legno. In una sola sfida.

Il progetto Botteghe Digitali, esperimento sulla manifattura 4.0 voluto da Banca IFIS e arrivato alla seconda edizione, sta accompagnando verso le ultime settimane di lavoro i 10 artigiani selezionati quest’anno. Rispolveriamo come funziona: il comitato scientifico, guidato da Stefano Micelli, Mara di Giorgio e Giorgio Soffiato, sceglie tra i candidati quei progetti artigiani in cui si intuisce possibilità di crescita grazie alle innovazioni del digital manufacturing, e affida per 6 mesi questi artigiani a un coach e a un team di specialist di varie discipline.

Anche in questa implementazione del progetto ho lavorato come coach, seguendo Maurizio Bresesti di Brema Wood e Hiroshi Vitanza di Barber Mind. In questo post racconto come sta procedendo il progetto di Maurizio. Ecco il riassunto delle puntate precedenti.

Il protagonista

Maurizio ha 36 anni, opera di base a Chiuro in Valtellina, e fa il falegname. È un lavoro che si è scelto, nessuno in famiglia faceva questo mestiere. Arredi, ristrutturazioni, ma il mercato locale non è quello di una volta e Maurizio, che è una persona con visione, capisce che è tempo di cambiare rotta. Così inizia a partecipare a iniziative che gli possono portare progetti innovativi e visibilità, collabora con designer, entra in progetti di incontro tra designer artigiano e mercato promossi da organizzazioni ed enti , collabora ad iniziative per la valorizzazione del turismo.

Il linguaggio

Maurizio ha un grande pregio, che è poi il frutto di visione e lavoro: Maurizio parla due lingue. Parla quella del falegname “normale”, la lingua della tradizione del mestiere. E parla la lingua della manifattura digitale, la lingua dei designer contemporanei; può dialogare con i progettisti, sa capire quali siano le loro esigenze e sa proporre soluzioni. Il punto di snodo di questa storia, quello senza cui Botteghe Digitali non avrebbe avuto senso in questo progetto, sta tutto qui, nella flessibilità mentale di un artigiano a imparare un linguaggio che non è quello della storia da cui arriva il suo mestiere.

Il falegname dei design

Le sfide

Come ogni storia che si rispetti, ci sono degli ostacoli da superare. Il principale, in questa narrazione, è il rischio della dispersione del focus. Le energie di tutti, in proporzione, sono limitate. E un’attività di riposizionamento o di creazione di una nuova area di business per una piccola azienda artigiana, come nel progetto di Maurizio, richiede energie in investimento che vanno direzionate bene. La forza degli artigiani selezionati da Botteghe Digitali è al 90% la loro energia.

L’intenzione

Quando lo abbiamo conosciuto, Maurizio aveva alcune idee molto forti: il racconto del suo territorio, il desiderio di riusare un legno vissuto, che arrivava dalle assi delle botti del vino, l’aspirazione di poter incontrare un mercato nuovo con una sensibilità diversa, la voglia di costruire un brand proprio.

Gli incontri

In questa storia è nodale l’incontro tra Maurizio e i progettisti di Tecnificio, capitanati da Marcello Pirovano e Patrizia Bolzan. La sinergia tra Maurizio e questo gruppo ha portato alla nascita di un progetto che è prima di tutto intellettuale, e che sta diventando un brand vero e proprio, Alperubra, nome scelto pensando al fenomeno dell’enrosadira, quella caratteristica che hanno le Alpi di prendere colori tra l’aranciato e i rosa all’alba e al tramonto. Il lavoro portato avanti da Tecnificio ha la peculiarità di raccontare il territorio in un modo narrativo straordinario: le morfologie dei rilievi e delle valli della Valtellina sono state mappate e tradotto nella base formale di due linee di prodotti “Cime” e “Valli”.

Tecnificio

D’altro canto il fatto stesso di usare un legno “tinto” ha dato senso ulteriore al nome, creando una circolarità narrativa tra il senso del legno di botte che trova una modalità di tornare sulla tavola, trasformandosi in strumento per la mise en place e il servizio – taglieri, portafrutta, forma per il burro, alzate.

Tecnificio2

Brand

Ci siamo interrogati a lungo sulla scelta tra ampliare la “capienza” del brand Brema Wood, falegnameria sensibile ai temi del digital manufacturing, e portarlo a azienda a marchio. Abbiamo scelto un’altra via: creare da zero un brand legato a una serie di prodotti dedicati alla Valtellina, prodotto da Brema Wood.

Il target

La costruzione di prodotti narrativamente stratificati e articolati ha permesso a Maurizio di iniziare un dialogo e una conversazione con chef e ristoratori in grado di comprendere il senso culturale dell’operazione. Questo punto è fondamentale ed è una conferma dell’importanza di individuare i propri interlocutori e andarli a scovare nei segmenti verticali in cui abitano.

Alperubra

E, infine, il prezzo.

Questa non è una storia romantica in cui l’ingenuo artigiano scopre che ha sempre sottoprezzato i propri prodotti perché distratto dall’amore per la materia. Però, costruendo una linea di prodotti da zero, usando un materiale non ancora sperimentato in quelle declinazioni, si è arrivati al design degli oggetti lavorando per prototipi, e perfezionando volumi, percorsi utensile, ottimizzando le possibilità delle strumentazioni di Maurizio un poco per volta. La costruzione dei prezzi, grazie alla consulenza degli specialisti di Botteghe Digitali, è avvenuta in parallelo, e questo è stato un elemento prezioso perché ha permesso in tempo reale di monitorare il senso, ritarare delle scelte, cambiare in corsa.

A che punto siamo

Maurizio ha concluso da poco la prima serie dei nuovi prodotti, alperubra.it ed è in corso la fase di collocamento su marketplace.

Alperubra2

Cosa ho imparato da questa esperienza

Più che imparare cose nuove, ho toccato con mano la potenza di alcuni comportamenti, quasi di buon senso direi più che di strategia d’impresa, che una volta messi in pratica hanno davvero fatto mettere la quarta al progetto

1. Non restare da soli. Anche se il tuo progetto è di libera professione, anche se le risorse sono poche, imporsi di avere uno sguardo esterno che ti aiuti a fare chiarezza nel progetto che stai portando avanti, è vitale. Poi, naturalmente, ogni direzione va interiorizzata, compresa e non subita.

2. Concentrasi. Ampiezza di visione e vastità di alternative, ma quando si sceglie, giù dritti e concentrati. È impossibile esplorare tutte le possibilità, è necessario essere curiosi su più fronti possibili, è vitali direzionare lo sforzo.

3. Cercare i partner giusti. Capire fino a che punto si può arrivare, e da dove invece ha più senso farsi affiancare da qualcuno che domina una professionalità che non è la nostra.

Ho scoperto l’acqua calda, probabilmente. Ma mai come in questo progetto avevo potuto osservare come la semplice disciplina nell’applicare tre consigli così “ovvii” avrebbe portato a un salto così grande.

Leggi l’articolo di Laura Bortoloni

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